Impatriati e trasferimento al Sud: chiarimento tardivo e controverso dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risposta di chiarimento in merito ai casi – piuttosto frequenti – di chi dall’estero si è trasferito in una regione del Mezzogiorno godendo di una riduzione dell’imponibile Irpef pari al 90%. La risposta si riferisce ai beneficiari del precedente regime agevolato (DL 34/2019) e non a quello corrente in vigore a partire dal 1 gennaio 2024.

Il documento (consultabile a questo link) fornisce chiarimenti in merito alla casistica di un trasferimento di residenza da una regione del sud ad un’altra, durante il primo quinquennio agevolato.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, in questi casi si decade retroattivamente dal beneficio “al 90%” che diventa al 70% per tutto il primo quinquennio agevolato, con l’obbligo di restituzione del differenziale goduto più interessi e sanzioni.

Segnaliamo che si tratta di una fattispecie non normata esplicitamente dalla legge, dunque soggetta a interpretazione. A nostro avviso, sarebbe stato auspicabile che l’Agenzia avesse evitato di chiedere l’applicazione di sanzioni, per diversi motivi. Sul tema del differenziale fra 90% e 70% si può discutere se sia in linea con la ratio attrattiva delle legge un recupero retroattivo. In ogni caso i trasferimenti fra regioni sono solitamente dettati da motivi di lavoro, che non sempre discendono da un comportamento attivo da parte del contribuente. Riteniamo quindi inopportuno introdurre un elemento punitivo (le sanzioni). In aggiunta, un chiarimento così tardivo dell’Agenzia rispetto ad un tema oggettivamente dubbio, ci fa prevedere come il contenzioso su questo tema sia molto probabile, considerando che la restituzione retroattiva, caricata di interessi e sanzioni, è economicamente pesantissima.

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