Aggiornamento D. Lgs. N.90 – modifiche al regime impatriati

Prima di tutto riassumiamo in estrema sintesi le recenti iniziative che abbiamo intrapreso nel tentativo di bloccare o mitigare l’impatto dell’abrogazione del regime impatriati.

Dopo aver contattato e scritto al Vice Ministro Leo, al Ministro Giorgetti e a vari esponenti politici di maggioranza e opposizione, ci siamo anche appellati alla Presidenza della Repubblica. Avete risposto a queste iniziative  con entusiasmo e la partecipazione massiccia della Community è la cosa che ci consente di avere un impatto tangibile.

Separatamente, nel corso delle ultime settimane, abbiamo inviato documenti di analisi dettagliate sulle criticità contenute nel testo proposto dal Governo, indicando potenziali correttivi. I destinatari sono stati il MEF la maggioranza e l’opposizione. 

Abbiamo mantenuto una pressione mediatica enorme, partecipando a trasmissioni televisive, convegni, scrivendo articoli o contribuendo alla redazione di altri, e rilasciando interviste. 

Siamo riusciti a coinvolgere tutte le principali testate nazionali. Gran parte degli articoli, quando non circolati direttamente in Community, sono stati postati sul nostro profilo Twitter/X. 

Abbiamo fatto in modo che la stampa continuasse a mantenere alta l’attenzione sulla tematica non dimenticando mai di inoltrare gli articoli più importanti ai nostri interlocutori politici. 

Abbiamo poi fatto due audizioni, una al Senato in occasione dell’analisi della Legge di Bilancio e una di fronte alle Commissioni Finanze in seduta congiunta Camera/Senato per l’analisi del testo del nuovo D.Lgs. In entrambe le sedi abbiamo sollevato forti perplessità circa la volontà di abrogare il regime impatriati e sostituirlo con una nuova misura debole e difficilmente utilizzabile. 

Le nostre osservazioni hanno indubbiamente suscitato attenzione da parte dei Parlamentari delle commissioni. A seguito delle audizioni le commissioni riunite hanno predisposto dei pareri, contenenti delle “raccomandazioni” indirizzate al Governo per modificare il testo del D.Lgs. Trovate qui sotto i link che contengono le raccomandazioni che Camera e Senato hanno fatto al Governo sul D.Lgs.

http://documenti.camera.it/leg19/resoconti/commissioni/bollettini/html/2023/12/05/06/allegato.htm#data.20231205.com06.allegati.all00030Camera

http://documenti.camera.it/leg19/resoconti/commissioni/bollettini/html/2023/12/05/06/allegato.htm#data.20231205.com06.allegati.all00050

https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/19/SommComm/0/1398831/index.html?part=doc_dc-allegato_a

Le raccomandazioni approvate recepiscono i temi che abbiamo posto, quali il ripristino del legame fra indici di radicamento e durata delle agevolazioni, il ripristino dell’incentivo alla natalità tramite un estensione del periodo agevolato, un periodo transitorio, una riduzione del periodo di permanenza in Italia obbligatorio, la rimozione di sanzioni e interessi, il Sud e i trasferimenti infragruppo.

E’ importante sottolineare che si tratta di raccomandazioni con valore di indirizzo, non vincolanti per l’Esecutivo. Ci auspichiamo che alcune siano recepite ma non abbiamo contezza della forma precisa. Ora la palla è nel campo del Governo e ci aspettiamo che il D.Lgs venga pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale, probabilmente prima di fine anno. 

Valutaremo il risultato finale, consapevoli che già ottenere delle modifiche, stante la chiusura iniziale del Governo, è stato un risultato niente affatto scontato. 

Ciononostante, è molto probabile che, anche se venissero accettati e implementati tutti i suggerimenti, il risultato finale sia sub-ottimale. Sarà una norma pasticciata, scritta senza consultazioni con la società civile.

Rimaniamo convinti della bontà delle attuali norme, che sarebbe stato molto meglio modificare al margine e non abrogare. Forti di questa convinzione cercheremo poi di trovare strade per ripristinare quanto di buono c’è nell’impianto attuale per via emendativa.

Gli incentivi per l’attrazione del capitale umano NON costano e si ripagano da soli – l’evidenza contabile e accademica concordano

Lo affermiamo noi? nemmeno per idea

Lo ha sempre affermato la Ragioneria Generale dello Stato, da ultimo nella relazione tecnica al decreto delegato sulla fiscalità, che citiamo qui:

Ai fini della stima, analogamente a quanto stimato in occasione dell’introduzione del regime agevolato in questione, si ritiene che l’agevolazione in oggetto non produca sostanziali effetti negativi sul gettito fiscale. Infatti, si stima che gli effetti positivi sul gettito determinati dalla tassazione (ancorché agevolata) dei redditi dei soggetti che decidono il rientro in Italia in conseguenza della presente norma, seppur peggiorativa, appaiono più che adeguati a coprire gli eventuali modesti effetti negativi riscontrabili sul tendenziale.

Tutte le precedenti RT sono in proposito identiche.

Per sgombrare il campo da ogni dubbio, lo afferma anche un paper accademico pubblicato a Febbraio 2023 e firmato da due studiosi dell’ Institute for Employment Research (IAB) di Norimberga e della University of California, Davis.

Il paper, pubblicamente consultabile qui, analizza i risultati dei regimi innovativi di sconto fiscale introdotti dall’Italia per attrare capitale umano a partire dal 2010. I risultati sono chiarissimi:

-la propensione degli italiani all’estero a ri-trasferirsi in Italia è aumentata del 30% grazie all’introduzione delle agevolazioni

il fenomeno non è limitato ai redditi più alti, ma funziona attraendo persone su tutta la distribuzione reddituale

l’impatto fiscale netto è positivo, anche usando assunzioni molto conservative

Queste conclusioni ottenute con una metodologia quantitativa rigorosa, e testate per robustezza in molti modi che potete trovare nel paper, sono molto importanti. In primis perchè convalidano quanto già afferma la RGS, e permettono di smentire definitivamente chi afferma il contrario. L’impatto fiscale delle agevolazioni è positivo, punto.

Ma in secondo luogo, ancora più importantemente, perchè ci portano a ribadire ancora una volta quello che dovrebbe essere evidente, ossia che l’impatto totale complessivo per il sistema Italia è enormemente positivo. L’impatto fiscale, positivo, è solo uno delle ricadute positive che si ottengono attirando lavoratori e famiglie. Ci sono però altri elementi che non vengono presi in considerazione:

l’aspetto previdenziale: tutti i contributi versati da queste persone agli enti previdenziali

l’aspetto demografico, che insieme a quello previdenziale contribuisce alla tenuta del sistema Paese sotto enorme stress per problemi di denatalità

l’indotto fiscale, ossia il fatto che i redditi riportati in Italia generano imposizione indiretta, e quindi entrate fiscali aggiuntive e sviluppo

Tutti questi aspetti non sono quantificati qui, ma sono sicuramente positivi, e insieme all’impatto fiscale di base, anch’esso positivo come dimostrato dal paper.

Insomma, quando sentiamo dire che “le agevolazioni costano”, abbiamo di fronte una visione ideologica e non suffragata da argomentazioni concrete.

Lettera aperta al Vice Ministro On. Prof. Maurizio Leo: fermi l’abrogazione degli incentivi per
il rientro del capitale umano

—- Leggi la lettera in pdf

27 Ottobre 2023

Lettera aperta al Vice Ministro On. Prof. Maurizio Leo: fermi l’abrogazione degli incentivi per il rientro del capitale umano

Egregio Vice Ministro,

è da più di sei mesi che la nostra Community che rappresenta ventunomila soggetti più le relative famiglie, le chiede un confronto.

Saremo comunque diretti: il Governo sta abrogando di fatto le agevolazioni per i rientro dei lavoratori dall’estero in Italia, cercando di nasconderlo dietro il tema dei “comportamenti elusivi”.

Perché?

Noi riteniamo che lei sia stato consigliato male. Come già emerso nel 2015 e negli anni successivi, serpeggia in ambito ministeriale una sorta di gelosia ideologica per i potenziali beneficiari di queste norme, che spiegherebbe. Ma queste visioni miopi andrebbero arginate, nell’interesse del Paese.

Il testo preparato dal ministero denota una totale incomprensione del fenomeno del c.d. rientro dei cervelli. Sembra quasi che a scriverlo sia stato qualcuno che non solo non ha mai indagato le sue cause e dinamiche, ma che nemmeno ha letto i dati pubblicati – dallo stesso MEF – nei vari anni passati, sull’efficacia delle misure che si sono succedute nel tempo. Riassumiamo: le norme – introdotte nel 2010-2011 come un esperimento per arginare il fenomeno del costante depauperamento di competenze di cui soffre l’Italia – funzionano inizialmente in modo mediocre, poi nel 2015 arriva il primo attacco ideologico che dietro la scusa di razionalizzare (stranamente, la stessa parola usata oggi) le depotenziano e ne complicano fortemente la fruizione. Risultato: crollo dei rientri. Chi è rientrato fugge. Nel 2019 il legislatore ha un momento di lungimiranza, e dal dialogo con chi – come noi – è in contatto costantemente con i nostri connazionali all’estero – indaga sulle cause del fenomeno e su come contrastarlo. Ne nascono le norme del DL Crescita (DL 34/2019), che puntano sul radicamento e sulla natalità, e che adesso il Governo abroga inspiegabilmente. Per fare rientrare le persone serve un orizzonte lungo, perché una persona o una famiglia non si sposta senza un progetto, altrimenti resta fuori, o dopo poco riparte. Ecco il senso delle norme pensate per favorire il radicamento permanente di chi rientra, con una logica premiale e non con la minaccia delle sanzioni. Risultato: forte crescita dei rientri di lavoratori, sia italiani sia provenienti dai principali paesi europei, con tassi di crescita dei flussi in ingresso del 30% annuale. Sembrerebbe una norma da valorizzare, ma siamo in Italia. Una norma che solo nel 2021 ha attratto oltre 1500 soggetti nel Mezzogiorno, in crescita del 213%, grazie ad uno sgravio potenziato? Figuriamoci.

Oggi volete abolire tutto questo. Da un governo che a parole ha fatto di natalità e italianità le sue bandiere, non ce lo aspettavamo.

Le facciamo una previsione: i beneficiari della nuova norma saranno pochissimi, mentre il danno d’immagine e reputazionale per il Paese sarà enorme, spazzando via quanto faticosamente costruito nel corso degli anni.

Perché?

Non certo per ragioni di costo: non ci sono costi per le finanze pubbliche dal regime impatriati, come certificato da tutte le RT della ragioneria generale negli scorsi anni. Anzi, dal 1.1.2024 con il crollo sicuro dei rientri verrà progressivamente a mancare un introito importante che sostiene il bilancio dello Stato sotto il profilo previdenziale. Ci sono oggi oltre 20 mila impatriati, che sommando i contributi Inps e Inail a carico del dipendente e delle aziende portano nel bilancio di questi due enti oltre 1 Miliardo di euro all’anno, senza contare le ovvie ricadute positive demografiche.

Comprenderà che di fronte a questi dati, non sia lontanamente accettabile la scusa degli “abusi”. Per limitarli bastava fare qualche aggiustamento mirato e potenziare i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, non una abrogazione di fatto.

Basta un solo esempio per evidenziare come nel testo del governo sia nascosta l’abrogazione di fatto e una totale miopia sul fenomeno sottostante: quale incauto soggetto deciderebbe di trasferire se stesso e la famiglia verso un paese che nelle norme agevolative minaccia l’imposizione di sanzioni e interessi per 5 anni? Magari retroattivamente, magari con leggi che cambiano di anno in anno?

Le vorremmo proporre una lista di criticità, ma nel redigerla ci rendiamo conto che se un raffinato giurista come lei studia la cosa con attenzione, e guarda all’interesse del Paese, capirà subito che c’è una sola strada da prendere. Fermi questo scempio, non mutili l’attuale regime.

GLI INCENTIVI PER IL RIENTRO DEL CAPITALE UMANO DALL’ESTERO NON SI TOCCANO!

Abbiamo appreso che il Governo ha inserito nel Decreto Delegato in materia di fiscalità una modifica fortemente restrittiva agli incentivi per l’attrazione del capitale umano, introdotti con il DL Crescita del 2019.

Invece di apportare dei correttivi mirati o di rafforzare aspetti legati all’agenda di Governo come la natalità, è stata proposta una sostanziale abrogazione. La cosa è difficilmente comprensibile in quanto si colpisce una misura a costo zero per lo Stato. Sembra paradossale ma il Governo intende abrogare una misura che stava cominciando a dare risultati importanti come testimoniato dagli stessi dati MEF.

L’idea del Governo è di sostituire l’attuale regime con una nuova misura, tuttavia i potenziali beneficiari della nuova norma saranno pochissimi mentre il danno d’immagine e reputazionale per il Paese sarà enorme, spazzando via quanto faticosamente costruito nel corso degli anni. Le misure del DL Crescita sugli impatriati sono nate da un confronto con i nostri connazionali all’estero, portando ad una legge innovativa che stava dando risultati tangibili a costo zero: zero costo perché – come certificato in tutte le relazioni tecniche in materia – si attirano nuovi contribuenti in Italia, senza contare le ricadute positive in termini demografici, di indotto e capitale umano.

I dati ministeriali relativi al 2021 mostrano un incremento del 40% nel numero di lavoratori rientrati rispetto all’anno precedente. Grazie inoltre al potenziamento previsto per chi rientra nelle regioni del sud, caso più unico che raro nella storia economica nazionale, si nota un aumento considerevole dei soggetti che si trasferiscono dall’estero nel Mezzogiorno. I dati proprietari di Gruppo Controesodo sul 2022 e 2023 confermano questo trend.

Questi risultati sono arrivati grazie al focus sulla semplificazione e soprattutto sul radicamento permanente operato dal DL Crescita. La normativa precedente non funzionava, era troppo restrittiva, troppo breve e troppo blanda. Poche persone rientravano, e molte ri-espatriavano. Con il DL Crescita si è scelto, oltre ad una semplificazione dei requisiti di accesso e ad un potenziamento dell’aliquota (specie per chi rientra al Sud), di incentivare le persone a rimanere in Italia, radicarsi, legando un’estensione temporale dei benefici fiscali alla scelta di formare una famiglia con figli e acquistando casa; esattamente quello che ci chiedevano e ci chiedono ancora gli espatriati.

Tutto questo viene spazzato via dalla bozza di testo dell’attuale decreto legislativo, con un colpo pesante alla certezza del diritto, operando anche un cambiamento “in corsa” per chi è rientrato nella seconda parte del 2023. Tutto ciò sarà ricordato in negativo da quanti, privati o imprese, italiani o stranieri considerino in futuro di stabilirsi in Italia.

Perché modificare una norma che già funziona?

Gruppo Controesodo teme che il Governo sottovaluti quanto importante sia la stabilità normativa per attrarre il capitale umano e il relativo indotto. Un nuovo cambio in corsa delle regole rischia di minare irrimediabilmente la credibilità del Paese.

Si può migliorare l’attuale normativa?

Sicuramente! Alcune nostre proposte, volte a potenziare, ad esempio, il focus sulla natalità, sono state portate da tempo all’attenzione di Governo e Parlamento, diventando oggetto anche di Proposte di Legge e mozioni parlamentari. Le proposte sono state elaborate dopo un nuovo sondaggio rivolto alla community che ha raccolto migliaia di riscontri. Se ne possono immaginare altre, ma vanno pensate e valutate in modo attento, snaturando il meno possibile un impianto che, finalmente, funziona.

Cosa chiede Gruppo Controesodo?

Gruppo Controesodo supporta da quasi dieci anni chi ha intenzione di trasferirsi dall’estero in Italia fornendo informazioni accurate sulle agevolazioni. Grazie a questa attività il Gruppo vanta una conoscenza molto approfondita della normativa e della sua applicazione concreta visto che sono migliaia le richieste di aiuto o chiarimento che riceve su base annuale.

Gruppo Controesodo chiede quindi che il regime attuale non venga modificato in sede di Legge Delega Fiscale e che il Governo adotti misure a sostegno della natalità come più volte dichiarato. Occorre evitare, come già successo in passato, di dover correre ai ripari in sede Parlamentare, per scongiurare una perdita di attrattività del Paese in una fase così delicata a livello economico e sociale.

Testo del comunicato in pdf

“Bentornata, Italia!”: la circolazione e
valorizzazione dei talenti per il rilancio del Paese

Segnaliamo questa bella iniziativa degli amici di chEUropa, Forum della Meritocrazia e Tortuga: un sondaggio/studio sulle dinamiche e sulle motivazioni del rientro e della mobilità

Questo il link per partecipare!

https://cheuropa.typeform.com/bentornata-ita

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Il progetto

Attraverso una migliore comprensione delle ragioni che motivano gli expat
italiani a rientrare, il progetto mira a identificare punti di forza e criticità degli ambienti
lavorativi, a sensibilizzare gli attori economici e istituzionali italiani sulle opportunità
derivanti dalla circolazione dei talenti, e a identificare le buone pratiche in grado di
migliorare la produttività del sistema Italia rendendo più attrattivo il mercato del
lavoro. I risultati della ricerca saranno comunicati in occasione di un evento che si terrà
a Milano.


Media Partner dell’iniziativa è Will Media

I dati MEF sulle dichiarazioni annuali 2021 confermano il successo delle misure per l’attrazione del Capitale Umano

Come potete leggere in prima pagina sul Sole24Ore di oggi, i dati MEF sulle dichiarazioni annuali confermano il successo delle misure per l’attrazione del Capitale Umano, grazie alle modifiche introdotte dal DL Crescita 2019 che puntano sul radicamento. La strada è tracciata, la prossima sfida è sulla natalità.

Ne parleremo più diffusamente e dettagliatamente, intanto vi lasciamo qualche dato e qualche prima considerazione.

Dalla seconda metà del 2019, quindi dall’anno fiscale 2020, è in vigore il DL Crescita, che prevede agevolazioni potenziate e un focus sul radicamento; la nuova legge è stata disegnata con un nostro forte input, grazie al responso della Community nell’individuare gli aspetti da migliorare della normativa. Ma il 2020 è stato un anno “particolare” (per usare un eufemismo), caratterizzato da mobilità di tipo emergenziale e poi da difficoltà di spostamento. Come avevamo già scritto due anni fa, sulla base dei nostri dati – che tracciano il flusso di rientro in modo tempestivo – è il 2021 che si delinea come vero anno nel quale si tocca con mano l’effetto dei nuovi incentivi.

A dispetto delle attese, i dati MEF non sono facili da interpretare. Infatti, a partire dal 2020 si mescolano gli effetti della nuova legge e della vecchia. Inoltre, dal 2021 si cominciano a vedere gli effetti delle misure sul radicamento; essi sono però a loro volta offuscati dall’impossibilità di accedervi da parte di una fetta consistente di impatriati pre-2020 ( a causa del tema Aire).

Qui di seguito mettiamo alcuni punti fermi.

Totale impatriati post 29.04.19 (con la nuova legge, esclusi gli sportivi) : n. 11771 soggetti, in crescita del 127% rispetto al 2020. Il flusso annuale al netto dei riespatri è di +6575 soggetti: Il miglior risultato annuale di sempre

Totale impatriati rientrati al Sud: n. 1409 soggetti, in crescita del 184% rispetto al 2020 (+913 soggetti). Quando è stata l’ultima volta che avete letto di una misura che è stata in grado di spostare capitale umano nel Mezzogiorno? Ne siamo molto orgogliosi

Totale impatriati 2021: n. 21.060 soggetti, in crescita del 28% rispetto al 2020 (+4651 soggetti). Il dato totale, come accennavamo sopra, va letto con alcuni distinguo, in quanto molti hanno terminato il periodo agevolato nel 2020, che era la scadenza del vecchio regime.
Quello che notiamo è che l’opzione per il radicamento è stata esercitata da 772 soggetti: considerando che la metà dei soggetti interessati non ha potuto farlo per il tema Aire, si tratterebbe di quasi il 20% del totale potenziale degli impatriati pre-2020. Questo dato ci porta a concludere che le misure sul radicamento permanente funzionano: l’innovazione introdotta nella legge con la possibilità di estendere le agevolazioni ha bilanciato grossomodo il fenomeno del “ri-espatrio” che osservavamo precedentemente, e che ogni anno coinvolgeva il 20-25% dei soggetti rientrati fino a quel momento. Tutte queste persone sono ormai pienamente radicate, con acquisto casa e almeno un figlio, la scommessa per il Paese nel farle restare è quindi vinta.

Dopo questi ottimi risultati, la prossima scommessa è attrarre maggiormente le famiglie, come la Community ci ha detto a gran voce nell’ultimo sondaggio. Per completare il pacchetto del Capitale Umano e vincere, dopo la sfida delle competenze, anche quella della natalità.

Trasferirsi all’estero con la famiglia – Podcast

Cosa fa pendere l’ago della bilancia oltrefrontiera?
Quali i fattori decisivi nella scelta di trasferire la famiglia all’estero, e cosa si potrebbe fare per rendere il nostro Paese maggiormente attrattivo per chi ha figli?

Se ne parla nel podcast 0039 – WILL MEDIA del 14 Marzo, a cui abbiamo partecipato insieme alla testimonianza diretta di Alessio M. a cui va un ringraziamento davvero speciale.

Opportunità professionali, salari: qualità della vita personale e professionale.

Ma soprattutto supporto alle famiglie e alla natalità, senza se e senza ma: asili H12 a prezzo calmierato, assegni per i figli senza limiti di reddito. Il risultato : tutte le famiglie hanno almeno 2 figli e più. Sorpresi?

Noi no. Ritorna il tema del nostro sondaggio recente: famiglia, natalità, welfare i temi centrali per gli impatriati, come spiega l’eccellente articolo del Prof. Staiti che riportiamo sotto.
Per combattere l’ Inverno/Inferno demografico che è alle porte è il momento di puntare sulla natalità. Nell’ambito della normativa sulle agevolazioni fiscali per il rientro, Gruppo Controesodo si fa portatore di questa istanza con proposte concrete, che sono sul tavolo della Politica e che ci auspichiamo trovino spazio nei prossimi provvedimenti in materia fiscale.

Famiglia/natalità, welfare e investimenti i temi centrali per gli impatriati

Abbiamo lanciato un sondaggio fra i membri della Community, per delineare potenziali evoluzioni della  normativa per l’attrazione del Capitale Umano.

L’obiettivo è identificare aree di intervento per rendere la normativa ancora più efficace su aspetti correlati quali le politiche per la famiglia e l’attrazione di investimenti in Italia.

Un po’ di storia…

Era l’estate 2018. Avevamo lavorato tanto per risolvere i tanti problemi lasciati dall’abrogazione della L.238 e per consentire una transizione ordinata al nuovo regime. Ma ci rendemmo conto che, per come era disegnata, la normativa non funzionava. Troppo acuto il problema della fuga del capitale umano, troppo poco incisivo il regime di agevolazione esistente.
Lanciammo un sondaggio, le risposte le trovate qui:

https://www.gruppocontroesodo.it/wp-admin/post.php?post=291&action=edit

e lo spunto principale fu quello di puntare sul radicamento. Radicamento significa puntare a trattenere in Italia i talenti. Con un lavoro a quattro mani con la politica, meritevole e sensibile su questi punti, ci abbiamo messo il cuore e ne nacque la PDL “Capitale Umano Italia”, confluita poi nel DL Crescita, dove per la prima volta è stato introdotto il concetto di radicamento del capitale umano, le agevolazioni potenziate per il Sud e un primo accenno al tema della natalità.

Il sondaggio di oggi supera di gran lunga, quanto a riscontro numerico, il risultato di allora. Merito della crescita della Community, ma non solo: infatti il conversion ratio (risposte/visualizzazioni) sale dal 15% al 70%. Ci hanno risposto 1100 persone, in soli 3 giorni! Un campione rilevante e qualificato.

Risultati

Quali sono gli aspetti della normativa per l’attrazione del capitale umano che si potrebbero migliorare per renderla ancora più incisiva ?

Quali sono gli aspetti della normativa per l’attrazione del capitale umano che si potrebbero migliorare per renderla ancora più incisiva ?

Maggiori agevolazioni per famiglie con figli41.3%
Semplificazione normativa / minori vincoli alla fruizione35.3%
Maggiore pubblicizzazione della normativa23.4%

Oltre alle agevolazioni fiscali, quali altri aspetti andrebbero migliorati per incentivare il rientro del capitale umano dall’estero ?

Aumento degli stipendi38.1%
Miglioramento del welfare a sostegno della famiglia37.7%
Diminuzione della rigidità del mercato del lavoro24.2%

Nell’ottica di attrarre anche risorse economiche, quali fra queste iniziative sarebbe opportuno incentivare per chi rientra dall’estero?

Investimento in strumenti o iniziative che abbiano un impatto elevato sul sistema Paese

Investimento in strumenti/iniziative con impatto elevato sul sistema Paese55.8%
Forme di collaborazione fra imprese Italiane e imprese estere35.3%
Investimento in strumenti di debito pubblico o privato9.1%

Conclusioni

Il verdetto è chiaro: serve agevolare e incoraggiare le famiglie di chi rientra o è rientrato dall’estero. Il supporto alla famiglia non solo contribuisce ulteriormente al radicamento ma consente di porre un freno all’inverno demografico che affligge il Paese. Stimolare la natalità ha anche come effetto quello di creare un enorme indotto da parte delle famiglie coinvolte con ripercussioni positive per l’intero sistema Paese. Da non sottovalutare poi il potenziale di chi rientra dall’estero e vuole contribuire attivamente ad investire nel Paese. Incentivando tali forme di investimento si crea un circolo virtuoso che porta benefici a tutti i cittadini.

Grazie a tutti per le risposte e l’entusiasmo. Ci mettiamo al lavoro su nuove proposte!

Cosmo Italiano – intervento di Francesco Rossi sul tema delle agevolazioni e sul fenomeno del rientro

Siamo stati invitati  dalla redazione italiana della radio pubblica tedesca,  WDR COSMO, a partecipare al loro podcast giornaliero “COSMO Italiano”.

Francesco Rossi parla delle attuali norme e facilitazioni per il rientro in Italia di ricercatori e lavoratori, opportunità,  problemi ed effetti secondo l’esperienza della Community.

Qui il link al podcast (intervento di Controesodo dal minuto 15:15).

Sul sito:

https://www1.wdr.de/radio/cosmo/programm/sendungen/radio-colonia/il-tema/ricerca-sviluppo-finanziamenti-germania-100.html

Su Spotify:

https://open.spotify.com/episode/0Vo7iMWFPshp87Nm7T0pXD?si=kDnZ-plZST66udLPz7HGJA&nd=1

Chiarimenti su Provvedimento Docenti/Ricercatori

Dopo un’attenta analisi del provvedimento attuativo (link: Provvedimento attuativo ), relativo alle modalità di esercizio dell’opzione per le misure sul radicamento di cui al comma 3-ter dell’art.44 DL 78/2010, evidenziamo quanto segue:

  1. per i soggetti che hanno terminato il periodo agevolato al 31.12.21 o che lo termineranno negli anni seguenti, l’opzione si esercita in maniera analoga a quanto previsto per i lavoratori impatriati, ossia
    1. tramite un versamento con F24 in unica soluzione, senza compensazione
    2. di un importo calcolato come % del reddito lordo (non agevolato, non ridotto in alcun modo)
  • la % da versare è del 10% nel caso si abbiano 1-2 figli minorenni al momento dell’esercizio dell’opzione oppure si acquisti un immobile dai 12 mesi precedenti al trasferimento in Italia ai 18 mesi successivi all’esercizio dell’opzione
  • la % scende al 5% nel caso si abbiano almeno 3 figli minorenni e si acquisti/sia acquistato un immobile
    1. La scadenza per effettuare il versamento è
  • il 27 Settembre 2022 per i soggetti che hanno terminato la fruizione al 31.12.2021
  • il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione della fruizione “ordinaria” per gli altri
    1. per effettuare il versamento bisogna attendere la pubblicazione dei relativi codici tributo
    2. una volta effettuato il versamento (non prima), sarà possibile per i lavoratori dipendenti effettuare una richiesta al sostituto d’imposta recante gli estremi del versamento e la dichiarazione di volersi avvalere dell’opzione. I soggetti che esercitano un’attività di lavoro autonomo comunicano l’opzione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale hanno effettuato il versamento

 

Invitiamo quindi questi soggetti a pazientare, bisogna attendere il codice tributo; poi, una volta terminato l’iter, si recupererà la tassazione in eccesso tramite conguaglio in busta paga effettuato nel mese di dicembre.

 

  1. c’è al momento un elemento di oggettiva criticità relativo ai soggetti il cui periodo agevolato è terminato prima del 2021 (ossia negli anni 2020 e 2019), non menzionati nel provvedimento. Il fatto che l’Agenzia non abbia ritenuto di dettagliare le modalità di esercizio dell’opzione per questi soggetti indica che ritiene doveroso approfondire ulteriormente questo aspetto. A nostro avviso, il testo normativo individua chiaramente i soggetti destinatari tramite il requisito di “essere beneficiari al 31.12.2019” e di avere trasferito la residenza prima del 2020 (oltre al requisito di iscrizione Aire o cittadinanza UE). Per trasparenza, non possiamo però escludere un’interpretazione restrittiva, dato che il provvedimento nulla dispone sul termine del periodo agevolato. Nei prossimi giorni avremo modo di confrontarci su questo tema con l’Agenzia, e porteremo le argomentazioni a supporto di un’interpretazione estensiva, coerente con lo spirito della norma.
    Nel frattempo, invitiamo a non procedere singolarmente con iniziative individuali quali interpelli etc, che possono essere significativamente controproducenti.

 

Qui il link al provvedimento

Provvedimento attuativo