COMUNICATO – GRUPPO CONTROESODO
IL GOVERNO IGNORA I DATI E CONDANNA L’ITALIA A UNA NUOVA FUGA DEI TALENTI
L’80% di crollo nei rientri in Italia dopo la riforma del regime impatriati non è un’opinione. È un fatto, leggete qui. Sono i numeri ufficiali dalle dichiarazioni dei redditi elaborate dal MEF a certificare il disastro che Gruppo Controesodo aveva preannunciato da tre anni: la nuova normativa ha prodotto un fallimento clamoroso, prevedibile e totalmente evitabile. Mentre altri Paesi competono per attrarre talenti, competenze e capitale umano qualificato, l’Italia sceglie scientemente di respingerli. E la cosa più grave è che questo crollo era stato previsto con largo anticipo, da Gruppo Controesodo.
Durante la conversione in legge del Decreto Fiscale, erano stati presentati emendamenti che davano la possibilità di estendere le agevolazioni premiando il radicamento, la natalità, gli investimenti e l’occupazione nel settore sanitario. Proposte tecnicamente valide, sostenibili e alcune persino a costo zero per correggere una norma evidentemente sbagliata. Sono stati bocciati tutti. Non per mancanza di argomenti. Non per ragioni economiche. Non per vincoli di finanza pubblica. Sono stati bocciati per decisione ministeriale e non politica visto che in Commissione Finanze al Senato, che ha mostrato forte sensibilità sul tema, il consensus era ampio e bipartisan.
Ricordiamo che la legge attuale, che ha portato al tracollo -80% dei rientri, è stata disegnata dal VM Leo; l’impressione è che si voglia difendere ciecamente una visione che si è rivelata profondamente sbagliata. I segnali non sono buoni, se pensiamo che il responsabile della segreteria, Dott.Arrigo, non si è nemmeno degnato di rispondere ai nostri messaggi che chiedevano di supportare le proposte presentate, e alle email della Community che portavano esperienze concrete a sostegno. Il Sottosegretario Freni, come leggerete sotto nel resoconto, ha espresso il parere negativo che ha portato all’affossamento di tutti gli emendamenti.
Ai Senatori della Commissione che hanno presentato gli emendamenti, e al Presidente Garavaglia che si è speso notevolmente per difenderli, va il nostro ringraziamento e un appello a non abbandonare il tema.
I Senatori che hanno presentato gli emendamenti, in ordine di presentazione:
Paita, Musolino (IV)
Croatti, Turco (M5S)
Lombardo, Patton (Misto/Azione, RE)
Tajani (PD)
Croatti, Turco (M5S)
Potenti, Garavaglia (Lega)
Trevisi (FI)
Di fronte a dati tanto evidenti, una domanda diventa inevitabile: chi, dentro il Ministero dell’Economia e delle Finanze, continua a sabotare ogni tentativo di trattenere o far rientrare il talento italiano?
Perché è difficile trovare una spiegazione razionale a un atteggiamento tanto ostinato. Se una misura produce un crollo dell’80%. Se i dati ufficiali lo confermano. Se esistono correttivi facilmente implementabili. Se tali correttivi non comportano costi per lo Stato. Allora il rifiuto di intervenire non può più essere definito prudenza amministrativa. Diventa una scelta ideologica. Una scelta miope. Una scelta dannosa. Una scelta contro l’interesse nazionale.

Ogni professionista che decide di non tornare o ri-espatriare è un investimento perso. Ogni medico formato in Italia che lavora all’estero è una sconfitta del sistema. Ogni ricercatore, manager, imprenditore o specialista che rinuncia al rientro rappresenta meno innovazione, meno crescita, meno gettito fiscale, meno contributi previdenziali e meno competitività. Dati INPS alla mano, il monte contributivo perso a causa della nuova legge disegnata da chi continua a bloccare ogni correttivo, somma alla cifra mostruosa di oltre 4,4 miliardi di euro, come contraltare del mancato rientro di 24mila lavoratori.
Stiamo parlando di danni concreti, non simbolici.
Mentre il Paese affronta crisi demografica, stagnazione produttiva e carenza crescente di competenze qualificate, al MEF si continua a considerare il rientro dei talenti come un problema anziché una priorità strategica. È una posizione incomprensibile e profondamente irresponsabile.
Gruppo Controesodo chiede un intervento immediato. Se non si interviene subito con i correttivi proposti, l’Italia rischia di infliggersi un danno storico: una nuova emorragia di capitale umano qualificato, con conseguenze economiche e sociali devastanti. Un Paese che respinge i propri talenti sta scegliendo deliberatamente di impoverire il proprio futuro.
Gruppo Controesodo chiede, per l’ennesima volta, un confronto serio con il MEF per sbloccare questa impasse al più presto! Noi abbiamo le idee, che, dati alla mano, si sono sempre dimostrate corrette. Bisogna metterle a terra, non continuare a difendere visioni ideologiche contro le evidenze.
Gruppo Controesodo



