Calcola il valore degli incentivi fiscali

Abbiamo predisposto una utility che consente di calcolare il risparmio fiscale ottenibile grazie alle agevolazioni per il rientro del capitale umano. Poter quantificare con precisione il valore degli incentivi fiscali è estremamente importante per chi considera un rientro in Italia e pianifica una scelta di vita importante a lungo termine.

Il calcolatore è accessibile all’interno dell’area riservata agli utenti registrati al sito.
https://www.gruppocontroesodo.it/calcola-gli-incentivi/

Copre per il momento il caso dei lavoratori dipendenti. Lavoreremo per estenderlo anche al caso dei ricercatori.

Il calcolo per lavoratori autonomi o titolari di reddito d’impresa presenta invece elementi variabili caso per caso, quindi abbiamo preferito non esporre stime che rischierebbero di risultare imprecise. Al bisogno possiamo aiutarvi con  una consulenza specifica per questi casi.

Gruppo Controesodo

Rientri Aprile-Giugno 2019: agevolazioni ancora non accessibili

Il Governo, incredibilmente, nega la fruizione delle agevolazioni potenziate a chi è rientrato fra il 30 Aprile e il 1 Luglio 2019.

Risulta dalla risposta all’interrogazione parlamentare di cui sotto trovate il resoconto.

Ennesima assurdità, nata dall’incapacità di riconoscere il valore di eliminare tout court la discriminazione verso tutte le persone rientrate pre-2020, che ha partorito una nuova incertezza normativa.

A nostro avviso, chi si trova in questa situazione può comunque intraprendere dei passi concreti per farsi riconoscere il diritto alle agevolazioni maggiorate.

Qui di seguito i dettagli dell’interrogazione.

Interrogazione

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https://quotidianolavoro.ilsole24ore.com/art/agevolazioni-e-incentivi/2020-08-11/impatriati-bonus-maggiorati-legati-un-dm-mef-194720.php?uuid=ADSW41i

La risposta del 28 luglio all’interrogazione parlamentare della Commissione Finanze della Camera conferma che il bonus fiscale “maggiorato” fino al 90% per 10 anni, per i lavoratori impatriati trasferiti in Italia nel 2019, non è accessibile legittimamente (e quindi neppure in dichiarazione) senza l’emanazione del Decreto attuativo dell’Economia e delle Finanze.

Per inquadrare correttamente la risposta fornita dal Mef è opportuno riassumere la complessa situazione creatasi dopo l’entrata in vigore del Dl n. 124/2019. Va ricordato che alla fine dell’aprile 2019 il Dl n. 34/2019 aveva esteso la platea dei lavoratori che potevano accedere al bonus fiscale per i cosiddetti “impatriati”. L’articolo 16, comma 1, del Dlgs n. 147/2015 era stato riformulato richiedendo quale requisito, accanto a quello – rimasto immutato e alternativo – per laureati del comma 2, che i lavoratori avessero risieduto all’estero nei 2 (e non più 5) periodi d’imposta precedenti “l’impatrio” in Italia e non era più necessario che il soggetto impatriato riscoprisse ruoli direttivi ovvero fosse dipendente di una società italiana o distaccato in Italia da un gruppo internazionale. Inoltre, la fruizione del beneficio veniva garantita anche a chi era rimasto formalmente residente in Italia, ma che, secondo i criteri della convenzione contro le doppie imposizioni applicabile, veniva considerato residente dell’altro Stato contraente.

Le modifiche del decreto Crescita avevano anche ridotto l’imponibile fiscale con uno sconto del 70% (in luogo del 50), arrivando fino al 90% per gli impatriati trasferiti in una delle 8 regioni italiane del mezzogiorno; il bonus inoltre era stato esteso di altri 5 anni (con sconto dell’imponibile al 50%) o per lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico, o in caso di acquisto di un immobile residenziale in Italia al massimo 12 mesi prima del trasferimento. La riduzione dal sesto al decimo anno veniva poi portata al 90% per gli impatriati con non meno di 3 figli minorenni o a carico.

Mentre secondo il decreto Crescita le nuove norme dovevano essere applicate ai soggetti fiscalmente residenti in Italia dal 2020, il collegato fiscale alla manovra (Dl n. 124/2019) ne ha anticipato la decorrenza dall’anno d’imposta 2019, ma solo per coloro che avevano trasferito la residenza fiscale in Italia dal 30 aprile al 3 luglio 2019.

L’interrogazione alla Commissione Finanze, oltre a sottolineare l’evidente discriminazione patita da chi si era trasferito in Italia prima del 30 aprile 2019, chiedeva che venisse chiarito quando verrà emanato il decreto del Mef che dovrà illustrare i criteri di accesso al fondo Contro-Esodo, dotato di appena 3 milioni a partire dal 2019. La risposta del Ministero riconosce che l’importo stanziato coprirà i maggiori costi (cioè il 20%) derivanti dall’incremento dell’agevolazione fiscale nel primo quinquennio e dall’intero importo della riduzione (pari al 50%) dell’imponibile fiscale per l’eventuale secondo quinquennio e ammette le difficoltà di conciliare la contenuta dote finanziaria della norma di fine 2019 con le incognite, per ciascuno dei futuri richiedenti, che potranno ad esempio arrivare ad avere 3 figli nel corso del primo quinquennio di residenza in Italia, aumentando così il peso del beneficio senza possibilità di monitoraggio preventivo.

Lettera al Ministro Gualtieri e al VM Misiani – Cervelli sempre più in fuga ai tempi del Coronavirus

Abbiamo inviato ieri una lettera al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e al Viceministro Antonio Misiani.

Lettera Gualtieri                  Lettera Misiani

Perchè?
La nostra Petizione rivolta al Ministro ha raccolto ben oltre 16 mila firme in poco tempo, ma nonostante risoluzioni parlamentari e impegni generici dal  Governo e dalla maggioranza non abbiamo fatti concreti. Tutte le famiglie della nostra Community aspettano da un anno una risposta. Il momento di agire è adesso! il Paese già in emergenza non può permettersi una nuova ondata di espatri nella seconda metà del 2020 concentrati nei settori chiave per la ripresa.

I punti che affrontiamo nella lettera:

  1. La Petizione chiede di non escludere i lavoratori altamente qualificati e docenti/ricercatori rientrati dalle misure per favorire il radicamento per chi ha figli
  2. Il Paese non può permettersi adesso un nuovo esodo di Capitale Umano altamente qualificato; tutti i nostri membri aspettano da oltre un anno una risposta dal Governo su questo tema
  3. Nei mesi passati tutti i gruppi politici, anche e soprattutto appartenenti alla maggioranza di Governo, hanno espresso la volontà di risolvere questo problema, ma non è stato fatto niente di concreto nemmeno in legge di bilancio; siamo stanchi e delusi, ora non si può più rimandare l’intervento, pena la perdita di credibilità di fronte alla community di lavoratori rientrati e soprattutto pena una nuova ondata di espatri a partire dalla seconda metà del 2020
  4. L’emergenza Coronavirus che stiamo affrontando avrà pesanti ripercussioni sulla crescita economica, infliggere al Paese un’ulteriore perdita causata dalla fuga del capitale umano sarebbe davvero controproducente. Stiamo parlando di professionalità concentrate in professioni innovative, digitali, ricerca, come mostrato qui

Qui di seguito il testo completo della lettera

Egregio Ministro Gualtieri,

mi chiamo Michele Valentini e sono il Presidente del Gruppo Controesodo (www.gruppocontroesodo.it), che rappresenta i circa 12.000 “cervelli” rientrati recentemente dall’estero grazie agli incentivi fiscali previsti dal D.lgs 147 del 2015 e dal DL 78 del 31/05/2010. Capitale umano giovane e altamente qualificato, con un profilo internazionale e un’elevatissima presenza nei settori ad alto contenuto innovativo/tecnologico/digitale.

Abbiamo indirizzato a Lei la Petizione allegata (http://chng.it/2xNWnRTkz8) che in poco più di due mesi ha raccolto oltre 16mila firme  che chiede di non escludere i lavoratori altamente qualificati e docenti/ricercatori rientrati dalle misure per favorire il radicamento per chi ha figli.

Egregio Ministro, il Paese non può permettersi un nuovo esodo di Capitale Umano altamente qualificato; tutti i nostri membri aspettano da oltre un anno una risposta dal Governo su questo tema, che tarda ad arrivare. Le risorse per intervenire si devono trovare, ammesso che si possa parlare di risorse da trovare per un intervento che mira a trattenere professionalità d’eccellenza e favorire la natalità evitando un ulteriore impoverimento del Paese in un momento critico.

La stampa e i media hanno già dato ampio risalto alla cosa.

Repubblica Nov 2019 – la metà dei cervelli di ritorno è scappata UnoMattina Settembre 2019
Il Fatto Quotidiano – la metà degli impatriati è ripartita Sardegnagol – politiche per i giovani senza coraggio
Sardegnagol – lo strano paradigma italiano sugli incentivi al rientro

Egregio Ministro, nei mesi passati i gruppi politici, anche e soprattutto appartenenti alla maggioranza di Governo, hanno espresso la volontà di risolvere questo problema, ma non è stato fatto niente nemmeno in legge di bilancio; ora non si può più rimandare l’intervento, pena la perdita di credibilità di fronte alla community di lavoratori rientrati e soprattutto pena una nuova ondata di espatri a partire dalla seconda metà del 2020.

L’esclusione di tutti i lavoratori altamente qualificati già rientrati dalle misure per il radicamento dimentica completamente chi ha già fatto una scelta di profonda fiducia nei confronti del Paese, è una discriminazione che non trova alcuna spiegazione e rischia di innescare l’ennesima fuga di cervelli dal Paese. Il capitale umano recentemente rientrato era (per Legge) altamente qualificato e quindi molto mobile internazionalmente: si sta incentivando il ri-espatrio delle migliori e più qualificate professionalità presenti sul territorio Italiano. Questo impoverisce il paese da un punto di vista umano, e crea un notevole danno economico per il venir meno del gettito associato a questi soggetti.

Molte proposte concrete di adeguamento normativo sono già state portate all’attenzione di membri del Governo e del Parlamento; è necessario che adesso venga trovata la volontà politica per implementarle. L’emergenza Coronavirus che stiamo affrontando avrà pesanti ripercussioni sulla crescita economica, infliggere al Paese un’ulteriore perdita causata dalla fuga del capitale umano sarebbe davvero controproducente. Il numero di studenti stranieri intenzionati a venire a studiare in Italia è collassato e il nostro Gruppo, che da tempo fornisce consulenza fiscale gratuita a chi decide di rientrare, ha visto quasi azzerarsi il numero di richieste (prima dell’ emergenza ne ricevevamo almeno tre al giorno).

Certi di un suo interessamento, Le saremmo grati se ci desse la possibilità di illustrarle la problematica di persona.

Grazie, cordiali saluti e buon lavoro.

Gruppo Controesodo

Una “foto” del Capitale Umano rientrato: davvero non interessa trattenerlo?

Altamente qualificato, giovane, mobile internazionalmente.

Un profilo professionale su quattro è legato a settori ad alto contenuto innovativo/tecnologico/digitale
(con picchi molto più elevati per settori quali informazione e comunicazione e la ricerca)

Questa la “fotografia” del Capitale Umano rientrato in Italia fino al 2019, che potete leggere qui .

E’ evidente quindi che la decisione del Governo di non estendere a questi soggetti le misure previste dal DL Crescita 2019 sta incentivando il ri-espatrio delle migliori e più qualificate professionalità presenti sul territorio Italiano.

Controesodo – profilo del capitale umano rientrato

ODG Ungaro – Schirò – impegno per il Governo a estendere le misure agevolative a tutti i controesodati – adesso si passi ai fatti

La Camera dei Deputati ha approvato due ODG presentati dagli On.li Ungaro e Schirò, i quali impegnano il Governo “ad attivarsi per reperire in tempi brevi risorse aggiuntive necessarie ad estendere la concessione dei nuovi benefici fiscali introdotti dal Decreto crescita 2019 ai ricercatori e ai docenti rientrati in Italia prima del 2020 ed attualmente esclusi dalle nuove agevolazioni”

Qui i comunicati e il testo

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ODG Schirò

https://www.aise.it/eletti-allestero/schir%C3%B2-pd-il-mio-impegno-per-lavoratori-che-tornano-in-italia/139101/1

ODG UNGARO – AC 2220 DL FISCALE

http://www.aise.it/anno/dl-fiscale-ungaro-iv-verso-lampliamento-della-platea-del-fondo-controesodo-per-docenti-ricercatori-e-lavoratori-impatriati/139156/1

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Si tratta di misure di indirizzo nei confronti del Governo, che non hanno implicazioni immediate ma rendono manifesta una volontà politica con valore appunto di indirizzo.

Sono quindi importanti e benvenute e ringraziamo gli On.li proponenti per continuare l’impegno a risolvere questa situazione discriminatoria e dannosa, ora speriamo che alle espressioni di intento facciano seguito misure concrete entro breve tempo, e che il Governo se ne faccia carico.

Rimane il fatto che ogni giorno che passa aumenta l’incertezza delle famiglie dei soggetti rientrati prima del 2020 che si sentono – legittimamente e incomprensibilmente – discriminati, e aumenta la spinta per un nuovo esodo.

E’ stata persa la possibilità di intervenire in Legge di Bilancio, e vogliamo essere molto chiari, la responsabilità è interamente del Governo, in quanto diverse proposte risolutive erano state portate ampiamente per tempo.

Ci auspichiamo che, sulla scia di questi ODG, ci sia un cambio di passo in tempi brevi.

Gruppo Controesodo

 

DL Crescita e controesodo: altri pasticci in vista (?) e l’incomprensibile ostilità degli uffici MEF verso gli impatriati

Il DL Crescita si avvia verso la conversione in Legge e purtroppo non abbiamo buone notizie.

Gli aggiustamenti da noi suggeriti, che miravano a correggere alcune distorsioni e situazioni discriminatorie, non sono state recepite per l’opposizione sorda, ancora una volta, dei tecnici degli uffici ministeriali (MEF).

Ma perché tanta ostilità? Francamente fatichiamo a capirlo. Sta di fatto che dal 2015 in poi abbiamo assistito ad un susseguirsi di atti che potremmo definire ostili verso tutti i lavoratori che hanno scelto di trasferire le proprie famiglie in Italia. Lo diciamo subito, non è un’ostilità politica, anzi siamo fortunati ad avere trovato ed avere attualmente degli interlocutori politici che capiscono l’importanza di questi temi e sono impegnati in prima linea.
Però di ostilità si tratta: prima l’abolizione ex-abrupto della L.238 appena prorogata, poi il cambio in corsa delle regole del D.Lgs 147/15, poi l’assurda pretesa dei conguagli retroattivi per chi aveva optato per tale regime, che fra l’altro si accaniva contro le lavoratrici donne (per memoria, leggete la storia del Gruppo).

Come è noto, abbiamo contribuito attivamente e in modo importante alla stesura delle nuove norme sull’attrazione del Capitale Umano, facendo anche tesoro degli spunti provenienti dalla Community. La prova è nel testo della PdL “Capitale Umano Italia”, a firma On.li Pagano, Centemero e altri, (qui il testo) presentata a Dicembre 2018, in cui sono confluiti molti dei temi che portiamo avanti da tempo.

Fra le altre cose, gli interventi proposti erano:

-ampliamento ed estensione delle agevolazioni fiscali per chi rientra in Italia, con obiettivo il radicamento, e senza creare discriminazioni fra “impatriati di serie A e di serie B” sulla base del momento di rientro

-eliminazione del requisito dell’iscrizione Aire

-creazione di un portale per il Capitale Umano che fungesse da punto di informazione e ingresso per chi rientra in Italia

Questi tre temi sono confluiti nella bozza del Decreto Crescita, ma il testo emanato è stato modificato ad opera del MEF, con i seguenti effetti:

  1. si è introdotta un’assurda distinzione fra chi rientra nel 2020 e chi è rientrato prima, creando una disparità di trattamento insensata, e secondo alcuni incostituzionale (non lo diciamo noi, ma primari studi legali come potete leggere qui). E si badi bene che questa modifica è un atto di ostilità da parte dei tecnici MEF verso tutti i lavoratori e i soggetti rientrati, perché la Relazione Tecnica all’art.5 del Decreto è molto chiara nel ribadire (in coerenza con le valutazioni passate) che queste misure non comportano oneri negativi per il gettito fiscale

    E questo dovrebbe essere evidente, dato che stiamo parlando di gettito nuovo da parte di soggetti che non si trovavano in Italia, e che con le misure introdotte si mira a far restare permanentemente. Ma comunque, se non ci sono impatti sul gettito, perché escludere chi è già rientrato? Questa domanda la giriamo alla politica, che ci supporta e che ha questo tema a cuore, perché speriamo si faccia valere e trovi presto lo spazio per correggere questa situazione che lascia sconcertata tutta la Community
  2. Nella fretta di tagliare fuori tutti i lavoratori rientrati, il testo è stato pasticciato ed ha molte inconsistenze e incongruenze. Un esempio: sul tema Aire, abbiamo sempre sostenuto che si trattava di un requisito illogico, discriminatorio verso i cittadini Italiani, e in contrasto con le convenzioni internazionali, e proposto degli interventi semplici e lineari per aggiustare il tiro. Appelli caduti nel vuoto. Finchè non è scoppiata la polemica mediatica sul caso dei ricercatori rimpatriati e multati per l’assenza dell’iscrizione Aire. Il nostro testo è stato completamente stravolto, e invece di chiarire che si guarda la sostanza e non la forma, si introduce una sorta di “condono” per il passato, con una formulazione poco chiara, che sembra sostanzialmente dire “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato” (secondo noi anche questa incostituzionale), salvo poi, nella fretta ripetiamo di tagliare fuori da qualsiasi agevolazione i soggetti rientrati, nel comma 2 si afferma che la misura in esame si applica solo ai soggetti che rientrano dal 2020. Quindi il condono per l’Aire c’è o non c’è? Secondo la lettera della legge, no. E allora che senso ha il comma 1, lettera d), 5-ter ? L’ ennesimo pasticcio!
  3. Si ampliano le maglie per attirare in Italia anche imprenditori e non laureati (bene), ma contemporaneamente si tagliano fuori gli studenti Italiani che completano all’estero un Master di specializzazione della durata di due anni accademici. Due anni accademici erano sufficienti per accedere ai benefici fiscali ex.dlgs 147/2015 anche se inferiori a due anni fiscali o solari. Il nuovo DL Crescita invece richiede sia per i nuovi rientri, sia per quelli già rientrati per i quali si spera nella sanatoria AIRE, che siano stati all’estero per due anni fiscali! Questa cosa, per chi è già rientrato, ma anche per chi vorrà rientrare non è sempre possibile e si corre il rischio di avere un impianto normativo che incentiva il rientro del capitale umano non qualificato a scapito di quello ultra-qualificato. Inspiegabile!

Il Gruppo Controesodo, che da anni assiste gratuitamente chi vuol rientrare o è già rientrato in Italia dall’estero, vuole e pretende di essere parte attiva del dialogo con le istituzioni su questi temi.

Ignorarci non può far altro che aumentare l’incertezza normativa e, nel lungo periodo, scoraggiare il rientro del capitale umano!

Ci appelliamo dunque alla politica affinchè ci aiuti nel dialogo con il MEF, in particolare con il Dipartimento delle Finanze, in modo da poter discutere apertamente delle problematiche di cui sopra e trovare una soluzione.

Noi siamo disponibili ad un confronto e non lo temiamo, voi lo siete ?

 

 

Il limite del 2020 è discriminatorio e controproducente – Italians

L’esempio di Claudio racconta bene la distorsione che si verrebbe a creare lasciando nel testo del DL crescita una discriminazione a sfavore di chi è già rientrato. Scrive bene Severgnini che il legislatore è stato “frettoloso”, perché altrimenti non ce lo spieghiamo. Ma questa discriminazione va rimossa.

Invitiamo tutti a ritwittare

 

Misure del DL Crescita: rimane escluso chi è rientrato prima del 2020 – chiarimento

Facciamo seguito alle numerosissime richieste che ci sono arrivate in questi giorni per chiarire quanto segue:

1) L’attuale bozza di DL Crescita prevede che il potenziamento dell’incentivo fiscale ex D.Lgs 147/2015 dal 50% al 70% e l’estensione di ulteriori cinque anni condizionata a casa/figli NON SI APPLICANO A CHI E’ RIENTRATO PRIMA DEL 2020.

2) Idem per quanto riguarda i ricercatori/docenti beneficiari del regime agevolato ex DL 31 Maggio 2010 n.78.

Questo chiaramente genera un trattamento diverso e penalizzante verso chi è già rientrato, e rischia di minare l’intento della norma di generare retention.

Stiamo cercando di portare all’attenzione della politica questa criticità.

Interrogazione sul tema della residenza – Aire

Il deputato della Lega Giulio Centemero interroga il Governo sul tema del ruolo dell’iscrizione Aire ai fini della fruizione dei benefici ex DL 78/2010 (docenti/ricercatori).

Risponde il Sottosegretario al MEF Bitonci confermando l’attuale interpretazione dell’Agenzia delle Entrate (restrittiva) ma annunciando l’intenzione di intervenire con correttivi legislativi.

Il deputato della #Lega Giulio Centemero interroga il governo sulla tutela dei ricercatori e scienziati che non vedono più gli incentivi che avevano in caso di ritorno in Italia

Il deputato della #Lega Giulio Centemero interroga il governo sulla tutela dei ricercatori e scienziati che non vedono più gli incentivi che avevano in caso di ritorno in Italia

Pubblicato da Gruppo Lega – Camera su Giovedì 21 marzo 2019

Restituzione conguagli relativi al 2016

Questo aggiornamento è d’interesse per i soggetti rientrati prima del 31 Dicembre 2015 che nel 2017 hanno esercitato l’opzione di passare dal regime previsto dalla L.238/2010 a quello previsto dal D.Lgs. 147/2015

Leggi l'aggiornamento

Come vi abbiamo scritto qualche giorno fa, alcuni conguagli relativi al 2016 per chi ha esercitato l’opzione di passare al regime agevolato ex d.lgs. 147/15 sono già stati rimborsati dall’Agenzia.

Come ci aveva anticipato l’Agenzia, è però anche possibile che il rimborso dei conguagli, specialmente quelli di entità più elevata, sia bloccato dagli uffici periferici (quelli della località di residenza del contribuente) per verifica/validazione da parte di un funzionario.

Abbiamo già evidenza di casi di questo tipo.

In questi casi, i tempi di rimborso si allungano di qualche mese; la pratica deve venire assegnata ad un funzionario, poi lavorata, infine evasa e il pagamento processato; dalle prime indicazioni ricevute potrebbe trattarsi indicativamente di Aprile/Maggio.

Per chi si trovasse in questa situazione, il nostro consiglio è quindi di verificare lo stato della dichiarazione, e quindi del rimborso, nel proprio profilo fiscale, oppure direttamente presso l’Agenzia; a quel punto fornire le (eventuali) informazioni sollecitando il rimborso e spiegando la sua genesi.

Teneteci informati su eventuali sviluppi particolari

Gruppo Controesodo